Il software che trovo su internet è gratuito ?
- texservice13
- 13 nov 2024
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 11 gen 2025
No. E' importante prenderne atto, soprattutto oggi che vige il Digital Act Europeo: niente è gratuito, in quanto tutte le opere creative a partire dalla più semplice alla più complessa sono al minimo, coperte dal diritto d'autore.
Tuttavia, esistono numerose tipi di licenze open source e "gratuite", cioè che nelle loro condizioni di utilizzo, rilasciano l'uso libero o lo vincolano a certe minime condizioni; ma la gratuità in senso lato, ribadisco, non esiste.
Ecco una panoramica delle licenze più comuni:
1. Licenze permissive
Queste licenze consentono di riutilizzare il codice con meno restrizioni, anche in progetti proprietari. Alcuni esempi sono:
MIT License: Una delle licenze più semplici e permissive. Consente di utilizzare, modificare e ridistribuire il software con poche restrizioni, purché venga inclusa una copia della licenza.
Apache License 2.0: Simile alla MIT ma include clausole per la protezione dei brevetti. Permette l'uso commerciale e la modifica del codice.
BSD License (2-clause o 3-clause): Una licenza permissiva che permette l'uso libero del software, con alcune varianti che differiscono per le clausole di attribuzione.
2. Licenze copyleft
Queste licenze richiedono che il codice derivato mantenga la stessa licenza, garantendo che le modifiche rimangano open source. Esempi includono:
GPL (General Public License): La licenza GPL (sia v2 che v3) impone che qualsiasi software derivato sia distribuito con la stessa licenza, garantendo la libertà di utilizzo e modifica, ma mantenendo la stessa apertura.
AGPL (Affero General Public License): Simile alla GPL, ma richiede che il codice sorgente sia reso disponibile anche quando il software è utilizzato come servizio online.
LGPL (Lesser General Public License): Una variante meno restrittiva della GPL, che consente il collegamento a librerie coperte da LGPL senza richiedere che l'intero software sia rilasciato come open source.
3. Licenze specifiche e altre licenze open source
Mozilla Public License (MPL): Una licenza intermedia tra le licenze permissive e copyleft, che consente l'integrazione di codice MPL con software proprietario, ma richiede che le modifiche al codice MPL rimangano aperte.
Eclipse Public License (EPL): Simile alla MPL, usata per molti progetti Eclipse e adatta per ambienti aziendali.
4. Licenze Creative Commons (CC)
Sebbene non siano specificamente per il software, le licenze Creative Commons sono usate per contenuti digitali e comprendono diverse varianti, come CC BY, CC BY-SA, e CC0, che offrono differenti livelli di permesso.
5. Licenze gratuite non open source
Esistono anche licenze che permettono l'uso gratuito del software ma non sono considerate open source, come:
Freeware: Il software può essere utilizzato gratuitamente ma il codice sorgente non è disponibile.
Shareware: Software che può essere usato gratuitamente per un periodo di prova, dopodiché potrebbe essere richiesto un pagamento.
In sintesi, ci sono molte licenze open source e soprattutto non esistono quelle gratuite in senso lato, in quanto anche quelle che generalmente vengono definite gratuite, hanno un livello di permissività e condizioni di utilizzo altresì ben "definita": scegliere la licenza giusta dipende dall'uso previsto del software e dal livello di apertura di utilizzo dal lato utente che si desidera mantenere.









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